Epicondilite


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Un trattamento di Jiu: il fuoco che guarisce


Jiu “Il fuoco che guarisce”; conosciuta come moxa. Preferisco chiamarla “Jiu” il nome tradizionale cinese che meglio si adatta. L’agopunto che sto stimolando con il moxatore è Tàichōng (Grande assalto) o 3 di fegato. 

In questa maniera il moxatore fa riscaldare moderatamente l’agopunto e la zona circostante, tonificando il fegato e sottomettendo lo yang epatico. Il dolore al bacino ha iniziato a diminuire dopo circa 40′ e la stimolazione di altri 2 agopunti con manovre del tuina.

Un trattamento su un’epicondilite


L’epicondilite (precisamente epicondilalgia omerale), è un processo degenerativo dei tendini che si inseriscono nel gomito, in dettaglio sull’epicondilo laterale. Innanzitutto è bene precisare che questa sindrome ha assunto la denominazione di epicondilalgia, e non più epicondilite. Si credeva, infatti, che la causa fosse di tipo infiammatorio mentre con le ultime evidenze scientifiche si è scoperto che invece è preponderante il processo degenerativo a carico dei tendini coinvolti. (Da Wikipedia)
Il trattamento che ho preferito usare è quello del cranio sacrale metodo Upledger. Ho usato la tecnica dell’arcing per individuare una lesione attiva, che non è stata quella del gomito ma bensì del collo. Dopo averla trattata ho provveduto a trattare le disfunzioni fasciali del diaframma respiratorio e dello stretto toracico. Solo in seguito ho trattato il braccio, gomito e polso con una mobilizzazione attiva articolare e fasciale.

Per terminare ho applicato il kinesio. Al termine il gonfiore iniziale non c’era più e la sindrm e dolorosa è diminuita quasi a scomparire.

Curiosità storiche del trattamento Cranio-Sacrale


La terapia cranio sacrale ha radici molto antiche nella storia dell’uomo .La manipolazione del cranio praticata in India per secoli, fu sviluppata anche dagli Egizi e dagli appartenenti alla cultura dei Paracus in Perù (dal 2000 a.c. al 200 d.c.).

Gli antichi monaci Taoisti già ottomila anni fa conoscevano l’importanza della mobilità cranica, della “pompa sacrale”e “occipitale”nelle pratiche esoteriche per la sublimazione dell’energia .

In tempi più recenti nei primi del 1900, un Osteopata Americano Dott.W.Sutherland,durante i suoi studi sperimentali sull’anatomia cranica , scoprì l’esistenza di un’attività dinamica involontaria che interessa le ossa craniche , l’osso sacro e le meningi cerebro spinali .

Si accorse che era possibile percepire questa attività ritmica manualmente e che questa era indipendente dall’attività cardiaca e respiratoria . Il Dott. Sutherland definì questo sistema fisiologico Ritmo Respiratorio primario. Numerose sono le teorie per spiegare le cause fisiologiche del ritmo respiratorio primario , la più accreditata e legata alle variazioni pressorie del liquor cerebro spinale e ad un’altra teoria che sostiene l’esistenza di una attività pulsatile intrinseca all’interno del sistema nervoso centrale . La ricerca Osteopatica ha dimostrato attraverso sofisticate apparecchiature , l’esistenza di questo ritmo e che questo è connesso alla mobilità delle suture craniche e dell’osso sacro . Il Dott.Sutherland intuì che il sistema respiratorio primario era alla base di tutti gli altri sistemi fisiologici e che era possibile attraverso tocchi delicatissimi intervenire sulle sue alterazioni ritmiche ottenendo importanti effetti terapeutici. Il ritmo respiratorio primario si trova al centro di tre dimensioni (corpo-mente-anima) ed è l’epressione di un’intelligenza profonda del nostro essere che opera al fine di mantenere lo stato di salute originario. Successivamente nel 1970, il Dott. J.Upledger coniò per la prima volta il termine “terapia cranio sacrale” e utilizzò le sue ricerche cliniche su una prospettiva nuova nel campo Osteopatico :l’unificazione corpo mente con un accurato lavoro sui traumi che definì “Somato Emotional Release”.

Il Dott. Upledger divulgò la terapia C.S. non solo alla classe medica ma anche a persone comuni dotate di una certa sensibilità ed interesse . Insegnò anche ai genitori di bambini cerebrolesi che non potevano permettersi a livello economico una terapia quotidiana continuativa per i propri figli.

Un’altro ricercatore di rilievo dei nostri giorni è l’Inglese D.O. Michael Kern che ha portato avanti le scoperte di Sutherland riguardanti le “maree interiori” e ideando l’approccio “Cranio Sacrale Biodinamico”.

 Le “Maree interiori” sono impulsi ritmici vitali ancora più lenti e profondi dell’impulso Cranio Sacrale, la conoscenza e percezione di tale dimensione terapeutica, permette di aiutare un sistema debilitato verso reazioni che possono condurre all’autoguarigione .

Coppettazione utile per il mal di schiena


La tecnica di coppettazione, tipica dei Paesi orientali, sembra essere molto efficace nella riduzione del dolore. In particolare nel trattamento del mal di schiena.

Una tecnica antica quanto l’uomo, quella della coppettazione, oggi studiata e avvalorata da molti studi scientifici. Si tratta di una pratica basata su un principio semplicissimo: la creazione del sottovuoto attraverso il calore.

Si prende dunque una sorta di coppetta in vetro e si passa, al suo interno, un bastoncino infuocato per alcuni secondi. A questo punto, si posiziona immediatamente sulla pelle del paziente che si vedrà “risucchiare” buona parte del tessuto molle. Dopo di che si lascia in posa per alcuni minuti o più, a seconda del tipo di problema, e si stacca dalla pelle eliminando a poco a poco il sottovuoto che si è generato.

Secondo uno studio, da poco pubblicato sul The Journal of Alternative and Complementary Medicine, questa antichissima tecnica sembra essere molto efficace nel trattamento del dolore acuto che si presenta alla schiena.

I vantaggi della coppettazione sono proprio dettati dalla semplicità di utilizzo, da effetti collaterali ridotti al minimo accompagnati dalla riduzione, pressoché immediata, del dolore.

L’obiettivo dello studio – coordinato dalla dottoressa in fisioterapia Alycia Markowski della Northeastern University di Boston – era quello di valutare l’efficacia della coppettazione, nella riduzione del dolore acuto, della dolorabilità alla palpazione ed eventuali miglioramenti del movimento della schiena. 

Per farlo, sono stati reclutati 21 volontari affetti da mal di schiena. La durata della ricerca era di otto settimane.

Inizialmente è stato chiesto loro di compilare un questionario allo scopo raccogliere sia i dati basilari sia di effettuare uno screening medico. 

Sono stati quindi acquisiti i dati relativi a una scala analogica visiva (VAS), la gamma di movimento della colonna vertebrale , la soglia del dolore (PPT) e il test di rilancio della gamba.

A ogni paziente sono state applicate quattro coppette di vetro sui muscoli erettori spinali inferiori (localizzati ai lati della colonna vertebrale).

Solo diciassette pazienti, tra i volontari, hanno scelto di continuare lo studio fino al termine. Di questi, sono stati registrati significativi miglioramenti dei punteggi VAS, PPT e flessione lombare, in particolare dei muscoli paravertebrali all’altezza della seconda e quarta vertebra lombare.

A termine ricerca si è così potuto dimostrare come la coppettazione può essere considerata un trattamento utile per la riduzione di sintomi associati alla lombalgia cronica e subacuta migliorando, al tempo stesso, la capacità di movimento e dolorabilità alla palpazione.

(Da un articolo del giornala La Stampa)

Cos’è la tecnica cranio sacrale e il rilascio somato emozionale?


img_0145-1LA TECNICA CRANIO-SACRALE

La Tecnica Cranio-Sacrale (CST) è una tecnica manuale non invasiva che si avvale del tocco manuale e si inserisce nel contesto di attivazione del sistema auto-correttivo della persona, in quanto, utilizzando modalità di palpazione e di mobilizzazione a livello fasciale, propone Continue reading “Cos’è la tecnica cranio sacrale e il rilascio somato emozionale?”