Epicondilite


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Un trattamento di Jiu: il fuoco che guarisce


Jiu “Il fuoco che guarisce”; conosciuta come moxa. Preferisco chiamarla “Jiu” il nome tradizionale cinese che meglio si adatta. L’agopunto che sto stimolando con il moxatore è Tàichōng (Grande assalto) o 3 di fegato. 

In questa maniera il moxatore fa riscaldare moderatamente l’agopunto e la zona circostante, tonificando il fegato e sottomettendo lo yang epatico. Il dolore al bacino ha iniziato a diminuire dopo circa 40′ e la stimolazione di altri 2 agopunti con manovre del tuina.

Curiosità storiche del trattamento Cranio-Sacrale


La terapia cranio sacrale ha radici molto antiche nella storia dell’uomo .La manipolazione del cranio praticata in India per secoli, fu sviluppata anche dagli Egizi e dagli appartenenti alla cultura dei Paracus in Perù (dal 2000 a.c. al 200 d.c.).

Gli antichi monaci Taoisti già ottomila anni fa conoscevano l’importanza della mobilità cranica, della “pompa sacrale”e “occipitale”nelle pratiche esoteriche per la sublimazione dell’energia .

In tempi più recenti nei primi del 1900, un Osteopata Americano Dott.W.Sutherland,durante i suoi studi sperimentali sull’anatomia cranica , scoprì l’esistenza di un’attività dinamica involontaria che interessa le ossa craniche , l’osso sacro e le meningi cerebro spinali .

Si accorse che era possibile percepire questa attività ritmica manualmente e che questa era indipendente dall’attività cardiaca e respiratoria . Il Dott. Sutherland definì questo sistema fisiologico Ritmo Respiratorio primario. Numerose sono le teorie per spiegare le cause fisiologiche del ritmo respiratorio primario , la più accreditata e legata alle variazioni pressorie del liquor cerebro spinale e ad un’altra teoria che sostiene l’esistenza di una attività pulsatile intrinseca all’interno del sistema nervoso centrale . La ricerca Osteopatica ha dimostrato attraverso sofisticate apparecchiature , l’esistenza di questo ritmo e che questo è connesso alla mobilità delle suture craniche e dell’osso sacro . Il Dott.Sutherland intuì che il sistema respiratorio primario era alla base di tutti gli altri sistemi fisiologici e che era possibile attraverso tocchi delicatissimi intervenire sulle sue alterazioni ritmiche ottenendo importanti effetti terapeutici. Il ritmo respiratorio primario si trova al centro di tre dimensioni (corpo-mente-anima) ed è l’epressione di un’intelligenza profonda del nostro essere che opera al fine di mantenere lo stato di salute originario. Successivamente nel 1970, il Dott. J.Upledger coniò per la prima volta il termine “terapia cranio sacrale” e utilizzò le sue ricerche cliniche su una prospettiva nuova nel campo Osteopatico :l’unificazione corpo mente con un accurato lavoro sui traumi che definì “Somato Emotional Release”.

Il Dott. Upledger divulgò la terapia C.S. non solo alla classe medica ma anche a persone comuni dotate di una certa sensibilità ed interesse . Insegnò anche ai genitori di bambini cerebrolesi che non potevano permettersi a livello economico una terapia quotidiana continuativa per i propri figli.

Un’altro ricercatore di rilievo dei nostri giorni è l’Inglese D.O. Michael Kern che ha portato avanti le scoperte di Sutherland riguardanti le “maree interiori” e ideando l’approccio “Cranio Sacrale Biodinamico”.

 Le “Maree interiori” sono impulsi ritmici vitali ancora più lenti e profondi dell’impulso Cranio Sacrale, la conoscenza e percezione di tale dimensione terapeutica, permette di aiutare un sistema debilitato verso reazioni che possono condurre all’autoguarigione .

Il Massaggio Tui Na per i bambini


Dall’antica medicina tradizionale cinese, un metodo naturale per combattere le malattie e rafforzare il legame genitori-bambino.

Disturbi digestivi, malessere influenzale, raffreddamenti, problemi a prendere sonno, piccoli dolori in varie parti del corpo: per risolvere questi fastidiosi stati fisici del bambino o attenuarne i sintomi, senza l’uso di alcun farmaco, un valido metodo, facile da apprendere, indolore e soprattutto privo di effetti collaterali, si rivela essere il massaggio, in particolare il massaggio Tui Na.

L’origine di questa tecnica di massaggio e manipolazione è antichissima, poiché risale alla medicina tradizionale cinese – la parola deriva dai due ideogrammi “Tui” (spingere) e “Na” (afferrare) – dalla quale poi, solo successivamente, sono nate le note scuole giapponesi di Shiatsu, e persino le attuali scuole, ormai molto diffuse anche in Occidente, di riflessologia plantare, di digitopressione e di micromassaggio.

Grazie alla manipolazione e alla pratica del massaggio su particolari zone e punti del corpo, l’organismo viene stimolato a combattere il malessere e la malattia: l’energia viene “sbloccata” e messa in circolo, per ristabilire un equilibrio finalizzato al ripristino dello stato di benessere e salute.

Oltre a trarre giovamento da un punto di vista fisico, il bambino riceve dei benefici anche nella sfera psichica ed emozionale: essendo praticato amorevolmente dai genitori, il massaggio Tui Na rafforza infatti il legame affettivo fra mamma/papà e figlio grazie al contatto fisico ed energetico.

Stipsi, diarrea, colichette gassose, dolori addominali e muscolari, tosse, raffreddore, insonnia, problemi legati allo sviluppo: il massaggio Tui Na è utile in tutti questi casi, ma è bene che venga praticato in maniera corretta; a tal fine è importante che venga appreso attraverso l’insegnamento da parte di esperti in questo tipo di medicina cinese e che non si improvvisino manovre o manipolazioni in modo approssimativo e casuale, poiché risulterebbero, con molta probabilità, del tutto inefficaci.

(Articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa)

La riflessologia quale antidolorifico nei diversi tipi di dolore


Sedute di riflessologia plantare sono risultate efficaci nel lenire i dolori. Allo stesso modo i pazienti sottoposti al trattamento hanno riportato un aumento della tolleranza al dolore, promuovendo la riduzione del ricorso ai farmaci antidolorifici.

La riflessologia plantare, quella sorta di massaggio ai piedi che stimola i punti riflessi, pare possa lenire i dolori di diversa natura. Tra questi, i dolori da artrite, i vari tipi di mal di schiena e anche i dolori causati da tumori. Ma, in particolare, aumenta la tolleranza al dolore stesso, favorendo così il minore ricorso ai farmaci antidolorifici che, se da una parte sono efficaci, dall’altra non sono esenti da pesanti effetti collaterali.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Complementary Therapies in Clinical Practice, ed è stato condotto dai ricercatori britannici dell’Università di Portsmouth.

I ricercatori hanno reclutato un gruppo di 15 volontari (11 donne e 4 uomini), la cui età media era 37 anni. L’intento era quello di valutare l’azione della riflessologia nell’aumentare la soglia di sopportazione del dolore.

Per questo motivo i partecipanti sono stati sottoposti a due distinti esperimenti. Nel primo è stato somministrato loro un trattamento di riflessologia; nel secondo, un trattamento di finta Tens (che fungeva da controllo), ma che i volontari credevano fosse attiva.

Dopo ogni trattamento, i partecipanti dovevano immergere una mano in una bacinella con acqua ghiacciata, per poi vedere quanto resistevano al dolore.

I risultati dei due test hanno mostrato che quando i partecipanti erano stati trattati con la riflessologia, avevano sperimentato un sollievo dal dolore di circa il 40 per cento. Allo stesso tempo erano stati in grado di resistere di circa il 45 per cento in più agli stimoli dolorosi.

Nello specifico, riportano i ricercatori, quando i volontari hanno ricevuto il trattamento di riflessologia prima di immergere la mano nell’acqua ghiacciata, sono riusciti a tenerla a bagno più a lungo, prima di provare dolore. La stessa cosa non è accaduta quando prima del test erano stati sottoposti al trattamento con la finta Tens.

La dottoressa Carol A. Samuel, e il collega Ivor S. Ebenezer, hanno dichiarato che la riflessologia probabilmente funziona in modo simile all’agopuntura. Questa azione stimola il cervello a rilasciare le sostanze chimiche che riducono i segnali di dolore.

In conclusione, i ricercatori ritengono che «la riflessologia può essere utile da sola o in aggiunta ai farmaci nel trattamento delle condizioni dolorose nell’uomo».

(Articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa)