Il Massaggio Tui Na per i bambini


Dall’antica medicina tradizionale cinese, un metodo naturale per combattere le malattie e rafforzare il legame genitori-bambino.

Disturbi digestivi, malessere influenzale, raffreddamenti, problemi a prendere sonno, piccoli dolori in varie parti del corpo: per risolvere questi fastidiosi stati fisici del bambino o attenuarne i sintomi, senza l’uso di alcun farmaco, un valido metodo, facile da apprendere, indolore e soprattutto privo di effetti collaterali, si rivela essere il massaggio, in particolare il massaggio Tui Na.

L’origine di questa tecnica di massaggio e manipolazione è antichissima, poiché risale alla medicina tradizionale cinese – la parola deriva dai due ideogrammi “Tui” (spingere) e “Na” (afferrare) – dalla quale poi, solo successivamente, sono nate le note scuole giapponesi di Shiatsu, e persino le attuali scuole, ormai molto diffuse anche in Occidente, di riflessologia plantare, di digitopressione e di micromassaggio.

Grazie alla manipolazione e alla pratica del massaggio su particolari zone e punti del corpo, l’organismo viene stimolato a combattere il malessere e la malattia: l’energia viene “sbloccata” e messa in circolo, per ristabilire un equilibrio finalizzato al ripristino dello stato di benessere e salute.

Oltre a trarre giovamento da un punto di vista fisico, il bambino riceve dei benefici anche nella sfera psichica ed emozionale: essendo praticato amorevolmente dai genitori, il massaggio Tui Na rafforza infatti il legame affettivo fra mamma/papà e figlio grazie al contatto fisico ed energetico.

Stipsi, diarrea, colichette gassose, dolori addominali e muscolari, tosse, raffreddore, insonnia, problemi legati allo sviluppo: il massaggio Tui Na è utile in tutti questi casi, ma è bene che venga praticato in maniera corretta; a tal fine è importante che venga appreso attraverso l’insegnamento da parte di esperti in questo tipo di medicina cinese e che non si improvvisino manovre o manipolazioni in modo approssimativo e casuale, poiché risulterebbero, con molta probabilità, del tutto inefficaci.

(Articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa)

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La riflessologia quale antidolorifico nei diversi tipi di dolore


Sedute di riflessologia plantare sono risultate efficaci nel lenire i dolori. Allo stesso modo i pazienti sottoposti al trattamento hanno riportato un aumento della tolleranza al dolore, promuovendo la riduzione del ricorso ai farmaci antidolorifici.

La riflessologia plantare, quella sorta di massaggio ai piedi che stimola i punti riflessi, pare possa lenire i dolori di diversa natura. Tra questi, i dolori da artrite, i vari tipi di mal di schiena e anche i dolori causati da tumori. Ma, in particolare, aumenta la tolleranza al dolore stesso, favorendo così il minore ricorso ai farmaci antidolorifici che, se da una parte sono efficaci, dall’altra non sono esenti da pesanti effetti collaterali.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Complementary Therapies in Clinical Practice, ed è stato condotto dai ricercatori britannici dell’Università di Portsmouth.

I ricercatori hanno reclutato un gruppo di 15 volontari (11 donne e 4 uomini), la cui età media era 37 anni. L’intento era quello di valutare l’azione della riflessologia nell’aumentare la soglia di sopportazione del dolore.

Per questo motivo i partecipanti sono stati sottoposti a due distinti esperimenti. Nel primo è stato somministrato loro un trattamento di riflessologia; nel secondo, un trattamento di finta Tens (che fungeva da controllo), ma che i volontari credevano fosse attiva.

Dopo ogni trattamento, i partecipanti dovevano immergere una mano in una bacinella con acqua ghiacciata, per poi vedere quanto resistevano al dolore.

I risultati dei due test hanno mostrato che quando i partecipanti erano stati trattati con la riflessologia, avevano sperimentato un sollievo dal dolore di circa il 40 per cento. Allo stesso tempo erano stati in grado di resistere di circa il 45 per cento in più agli stimoli dolorosi.

Nello specifico, riportano i ricercatori, quando i volontari hanno ricevuto il trattamento di riflessologia prima di immergere la mano nell’acqua ghiacciata, sono riusciti a tenerla a bagno più a lungo, prima di provare dolore. La stessa cosa non è accaduta quando prima del test erano stati sottoposti al trattamento con la finta Tens.

La dottoressa Carol A. Samuel, e il collega Ivor S. Ebenezer, hanno dichiarato che la riflessologia probabilmente funziona in modo simile all’agopuntura. Questa azione stimola il cervello a rilasciare le sostanze chimiche che riducono i segnali di dolore.

In conclusione, i ricercatori ritengono che «la riflessologia può essere utile da sola o in aggiunta ai farmaci nel trattamento delle condizioni dolorose nell’uomo».

(Articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa)

Le origini del trattamento cranio-sacrale


Cranio sacrale si riferisce a una tecnica manuale dolce e rispettosa, nata dallo studio dell’osteopata William Garner Sutherland. Dalle sue intuizioni si è concretizzata la disciplina craniosacrale che conosciamo oggi.Giovane osteopata, Sutherland scoprì le infinite possibilità legate alla testa e al cranio, contenitore di ciò che serve per il movimento respiratorio. Iniziò a lavorare sulle infinite possibilità di autoguarigione del corpo.

Sutherland continuò ad approfondire per oltre cinquant’anni il Sistema Respiratorio Primario, definendolo come un sistema a più livelli che respira autonomamente. Tutto il Sistema Respiratorio Primario origina da una potenza che lavora all’interno dei fluidi corporei, in modo profondo.

Coppettazione utile per il mal di schiena


La tecnica di coppettazione, tipica dei Paesi orientali, sembra essere molto efficace nella riduzione del dolore. In particolare nel trattamento del mal di schiena.

Una tecnica antica quanto l’uomo, quella della coppettazione, oggi studiata e avvalorata da molti studi scientifici. Si tratta di una pratica basata su un principio semplicissimo: la creazione del sottovuoto attraverso il calore.

Si prende dunque una sorta di coppetta in vetro e si passa, al suo interno, un bastoncino infuocato per alcuni secondi. A questo punto, si posiziona immediatamente sulla pelle del paziente che si vedrà “risucchiare” buona parte del tessuto molle. Dopo di che si lascia in posa per alcuni minuti o più, a seconda del tipo di problema, e si stacca dalla pelle eliminando a poco a poco il sottovuoto che si è generato.

Secondo uno studio, da poco pubblicato sul The Journal of Alternative and Complementary Medicine, questa antichissima tecnica sembra essere molto efficace nel trattamento del dolore acuto che si presenta alla schiena.

I vantaggi della coppettazione sono proprio dettati dalla semplicità di utilizzo, da effetti collaterali ridotti al minimo accompagnati dalla riduzione, pressoché immediata, del dolore.

L’obiettivo dello studio – coordinato dalla dottoressa in fisioterapia Alycia Markowski della Northeastern University di Boston – era quello di valutare l’efficacia della coppettazione, nella riduzione del dolore acuto, della dolorabilità alla palpazione ed eventuali miglioramenti del movimento della schiena. 

Per farlo, sono stati reclutati 21 volontari affetti da mal di schiena. La durata della ricerca era di otto settimane.

Inizialmente è stato chiesto loro di compilare un questionario allo scopo raccogliere sia i dati basilari sia di effettuare uno screening medico. 

Sono stati quindi acquisiti i dati relativi a una scala analogica visiva (VAS), la gamma di movimento della colonna vertebrale , la soglia del dolore (PPT) e il test di rilancio della gamba.

A ogni paziente sono state applicate quattro coppette di vetro sui muscoli erettori spinali inferiori (localizzati ai lati della colonna vertebrale).

Solo diciassette pazienti, tra i volontari, hanno scelto di continuare lo studio fino al termine. Di questi, sono stati registrati significativi miglioramenti dei punteggi VAS, PPT e flessione lombare, in particolare dei muscoli paravertebrali all’altezza della seconda e quarta vertebra lombare.

A termine ricerca si è così potuto dimostrare come la coppettazione può essere considerata un trattamento utile per la riduzione di sintomi associati alla lombalgia cronica e subacuta migliorando, al tempo stesso, la capacità di movimento e dolorabilità alla palpazione.

(Da un articolo del giornala La Stampa)

Un trattamento di coppettazione


L’utilità della coppettazione sono molteplici: principalmente  usata per le sindrome dolorosa, ma utili come decontratturante, antinfiammatoria e antidolorifica. Si usano per eliminare l’umidità interna dal corpo come per i colpi di aria, i mal di testa, i dolori reumatici e in campo estetico per il drenaggio linfatico, la cellulite.

Quali tipi di trattamento esercito?


Dopo 8 anni di tanto lavoro e tanto studio fare un elenco dei trattamenti che esercito è veramente lungo. Li voglio ridurre a pochi tipi, non per la moda ma per il risultato ottenuto. 

Il massaggio non è una moda del momento ma un modo di stare bene, di portare salute e benessere. Alleviare un dolore, togliere una contrattura, distendere la colonna vertebrale, detensionare un mal di testa che ci portiamo da tanto tempo. Queste sono solo alcune delle tante cose che il “massaggio” puó fare.

I trattamenti che eseguo sono:

  • Cranio-Sacrale metodo Upledger;
  • Tuina (massaggio cinese secondo la tradizione medica cinese) e metodiche complementari come la moxa e la coppettazione;
  • Riflessologia plantare;
  • Trattamento auricolare;
  • Massaggio thailandese;
  • Massaggio sportivo;
  • Kinesio taping;
  • Massaggio sul viso;
  • Massaggio tonificante;
  • Massaggio antistress.