Linfodrenaggio


linfodrenaggio

Il linfodrenaggio è una delle prime tecniche che ho iniziato a studiare. E’ stata la tecnica che mi dato il tatto, il saper ascoltare, il saper palpare le parti dolenti e capirne i suoi effetti.

Da allora nel mio bagaglio culturale delle tecniche bio-naturali, questo trattamento l’ho modificato e adattato più volte: sia per esigenze personali che per esigenze professionali.

I coniugi Vodder, coloro che riscoprirono il cammino della linfa, durante il XIII Congresso Internazionale di Fisioterapia tenutosi a Losanna nel 1969 scrisse-

“Il drenaggio della linfa dipende interamente dalla mano e nessun apparecchio può sostituire l’approccio manuale. Se questa raffinata applicazione del lavoro manuale è condotta con una sensibilità sufficientemente esercitata, noi possiamo produrre una distensione rilassante, che permette alla linfa di scorrere ed ai tessuti di essere compenetrati dalle sostanze fresche che ne assicurano la nutrizione e la rigenerazione”.

Queste semplici frasi spiegano quasi in toto il lavoro del massaggiatore, di ciò che dovrà eseguire e di ciò che il ricevente/cliente avrà come risultato finale.

Ma, i soli pompaggi del metodo Vodder non mi bastavano, rendevano come dire un lavoro buono, non ottimo. Fu così che durante gli studi di riflessologia appresi altre tecniche che mi aiutarono a capire ancora di più, che il lavoro del linfodrenaggio non iniziava nelle stazioni linfatiche, ma doveva essere stimolato anche il sistema nervoso, ma, da una zona molto distante della parte interessata. Fu così, che il mio lavoro lo feci iniziare dai piedi, con la dolce tecnica del passo del bruco della reflessologia plantare.

Chi ha ricevuto un linfodrenaggio fatto partendo dai piedi, ha subito sentito il dolce sollievo che saliva molto più velocemente, sente i piedi leggeri, sgonfi, agili sin da subito. A occhio nudo si possono da subito notare i primi sgonfiori.

Alla reflessologia ho dovuto accompagnare le mobilizzazioni articolari, per donare maggiore libertà di movimento e permettere che la linfa non si stagni proprio su queste ultime. Spesso, per la fretta, le mobilizzazioni vengono lasciate da parte, ma chi riceve, normalmente ha gonfiori, pesantezza, stasi linfatica, dolore, e le mobilizzazioni sono quelle che ci aiutano a dare leggerezza, sedare il dolore, sgonfiare.

Analizzando però più nel dettaglio la tecnica del linfodrenaggio, e più specificatamente la parte dell’anatomia, ci accorgiamo che, nella zona addominale (stomaco e intestino, insieme ad apparato riproduttore) risiedono tantissimi gangli linfatici. Qui arriva la linfa carica di prodotti di scarto, batteri, virus, cellule morte, ed è qui che si formano i maggiori ristagni (gonfiori, edemi).

Ristagno = putrefazione = insorgere della malattia

Mi sono chiesto perchè non trattare la parte addominale, oltre che con la tecnica di Vodder anche con il massaggio viscerale? Massaggio viscerale fu, anche qui grandi risultati, e pancia, che si sgonfia, oltre che un grandissimo beneficio a livello lombare.

Normalmente, eseguo il linfodrenaggio in questa maniera, ma non distolgo mai l’occasione di aggiungere dei nuovi particolari, personalizzandoli sui diversi riceventi. Ognuno di noi ha esigenze diverse, e queste vanno soddisfatte, e uscire dai protocolli, non può che aiutare il prossimo.

Tipologia di trattamento Linfodrenaggio
Durata del trattamento Dai 60′ ai 90′
Punto di applicazione/ stimolazione Tutto il corpo o solo la parte edemantosa
Materiale d’uso
Il trattamento serve per Stasi linfatica, edemi, versamenti, vene varicose, capillari spezzati, dolori localizzati, artrosi, artrite, reumatismi, stanchezza cronica e acuta, spossatezza, stress, gambe e braccia pesanti, gonfiori, infiammazioni, cellulite, inestetismi, contratture
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